Ugello oxypropano per fiammatura

Lavorazione in cui lo strato superficiale della pietra è sottoposta a trattamento termico mediante fiamma ossidrica.
Nel processo di fiammatura la fiamma agisce investendo ad alta temperatura (2500-3000° C) le superfici da trattare le quali subiscono uno shock termico a circa 600° C; questo, combinato ad un immediato raffreddamento ad acqua della superficie provoca un fenomeno di dilatazione e quindi spacco termico del quarzo o del silicio, mettendo così in risalto la struttura ed il colore naturale del materiale.
Questo tipo di lavorazione é di norma idoneo per le rocce eruttive, con preferenza per quelle con più alto contenuto di quarzo, cioé alla maggior parte dei graniti. 
E’ efficace anche su serizzi, beole, pietra piasentina e friulana ed alcuni tipi di pietra che vengono “sfogliati” da questo trattamento.
Su questi tipi di pietra la fiammatura garantisce alti livelli produttivi e di conseguenza viene normalmente preferita alla bocciardatura, a meno che quest’ultima non sia specificamente richiesta.
Il processo di fiammatura offre diversi vantaggi, fra cui la vetrificazione delle superfici trattate che diventano così più resistenti agli agenti atmosferici.
Tale lavorazione superficiale è riservata alle rocce ignee e silicatiche. La fiammatrice è la macchina utensile impiegata per realizzare la fiammatura delle lastre. E’ costituita da un ponte che scorre su appositi binari e sul quale scorre il cannello alimentato con ossigeno e propano. La precisione del prodotto è garantita dalla calibratura sia dei lati che dello spessore.
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